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mercoledì 6 marzo 2013

LA CAMICIA DELL'UOMO CONTENTO

Questo racconto lo avevo letto quando frequentavo le medie. Lo scrisse Italo Calvino.
Mi è sempre piaciuto e lo copio e incollo per chi non lo ricordasse più e per chi lo legge per la prima volta.
Buona lettura!!


Un Re aveva un figlio unico ma questo Principe era sempre scontento.
Passava giornate intere affacciato al balcone, a guardare lontano.
- Ma cosa ti manca, figlio mio? - gli chiedeva il Re. - Che cos'hai?
- Non lo so, padre, non lo so neanch'io.
- Sei innamorato? Se vuoi una qualche ragazza dimmelo, e te la farò sposare, fosse la figlia del Re più potente della terra o la più povera contadina!
- No, padre, non sono innamorato.
E il Re per cercare di distrarlo organizzò teatri, balli, musiche, canti; ma nulla serviva, e dal viso del Principe di giorno in giorno scompariva il color di rosa.
Un giorno emanò  un editto alla ricerca di qualcuno che potesse guarire il Principe scontento. Da ogni parti del mondo arrivarono filosofi, dottori e professori.
Il Re pieno di speranza chiese loro di visitare il Principe.
I Dotti si consultarono, poi tornarono dal Re con il loro responso.
- Maestà, abbiamo pensato, abbiamo letto le stelle; ecco cosa dovete fare. Cercate un uomo che sia contento, ma contento in tutto e per tutto, e cambiate la camicia di vostro figlio con la sua.
Quel giorno stesso, il Re mandò gli ambasciatori per tutto il mondo a cercare un uomo contento.
Gli fu condotto un prete:
- Sei contento? - gli domandò il Re.
- Io si, Maestà!
- Bene. Ci avresti piacere a diventare il mio vescovo?
- Oh, magari, Maestà!
- Va' via! Fuori di qua! Cerco un uomo felice e contento del suo stato; non uno che voglia star meglio di com'è.
C'era un altro Re suo vicino, gli dissero, che era proprio felice e contento: aveva una moglie bella e buona, un mucchio di figli, aveva vinto tutti i nemici in guerra, e il paese stava in pace.
Subito, il Re pieno di speranza mandò gli ambasciatori a chiedergli la camicia.
Il Re vicino ricevette gli ambasciatori, e:
- Si, si, non mi manca nulla, peccato però che quando si hanno tante cose, poi si debba morire e lasciare tutto! Con questo pensiero, soffro tanto che non dormo alla notte!
 E gli ambasciatori pensarono bene di tornarsene indietro.
Per sfogare la sua disperazione, il Re andò a caccia. Tirò a una lepre e credeva d'averla presa, ma la lepre, zoppicando, scappò via.
Il Re le tenne dietro, e s'allontanò dal seguito. In mezzo ai campi, sentì una voce d'uomo che cantava la falulella.
Il Re si fermò: " Chi canta cosi non può che essere contento! " e seguendo il canto s'infilò in una vigna, e tra i filari vide un giovane che cantava potando le viti.
- Buon di, Maestà, - disse quel giovane. - Così di buon'ora già in campagna?
- Benedetto te, vuoi che ti porti con me alla capitale? Sarai mio amico.
- Ahi, ahi, Maestà, no, non ci penso nemmeno, grazie. Non mi cambierei neanche col Papa.
- Ma perché, tu, un cosi bel giovane...
- Ma no, vi dico. Sono contento così e basta.
" Finalmente un uomo felice! ", pensò il Re.
- Giovane, senti: devi farmi un piacere.
- Se posso, con tutto il cuore, Maestà.
- Aspetta un momento, - e il Re, che non stava più nella pelle dalla contentezza, corse a cercare il suo seguito:
- Venite! Venite! Mio figlio è salvo! Mio figlio è salvo
-. E li porta da quel giovane.
- Benedetto giovane, - dice, - ti darò tutto quel che vuoi! Ma dammi, dammi...
- Che cosa, Maestà? - Mio figlio sta per morire! Solo tu lo puoi salvare. Vieni qua, aspetta! - e lo afferra, comincia a sbottonargli la giacca.
Tutt'a un tratto si ferma, gli cascano le braccia. L'uomo contento non aveva camicia.







Immagini dalle favole Cenerentola e il Gatto con gli stivali.

1 commento:

  1. Davvero una bella storia questa, che può far davvero riflettere chi con la camicia pensa di esserci nato, come si suol dire :-)

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