AVVISO AI NAVIGANTI...: SIAMO ALLA RICERCA DI NOTIZIE DI QUESTI ILLUSTRATORI DI LIBRI PER L'INFANZIA ANNI '50-'60 : MARIAPIA FRANZONI TOMBA; BRUNO TOMBA; ANNA FRANZONI; ITALO ORSI; ROSELLA BANZI MONTI. CHIUNQUE PUO' AIUTARCI NELLA RICERCA DI NOTIZIE(anche la più piccola) PUO' INSERIRE UN COMMENTO IN QUALSIASI POST.

lunedì 11 novembre 2019

SAN MARTINO (poesia)

 SAN MARTINO

Umido e freddo spunta il mattino,
ed a cavallo va San Martino
Quand’ecco appare un mendicante,
lacero e scalzo vecchio e tremante
Il cavaliere mosso a pietà,
vorrebbe fargli la carità
Ma nella borsa non ha un quattrino,
e allora dice Oh poverino
Mi spiace nulla io posso darti,
ma tieni questo per riscaldarti
Divide in due il suo mantello,
metà ne dona al poverello
Il sole spunta e brilla in cielo,
caccia la nebbia con il suo velo
E San Martino continua il viaggio,
sempre allietato dal caldo raggio.
Nero il cielo era;
la pioggia fitta al suol precipitava
nè una casa nè una roggia
al meschin si presentava
avanza sconfortato,
le sue gambe eran tremanti
ecco un giovane soldato
si presenta a lui davanti
snello biondo ardito e bello,
ei sta ritto sul cavallo
guarda e subito il mantello
svelto taglia senza fallo
ne dà mezzo al poveretto,
che l’indossa, e il donatore
fissa. Dice ” Benedetto,
sia per sempre il tuo buon cuore.”
Il meschino era Gesù,
e Martin si prosternava
ora non pioveva più,
ecco il cielo rischiarava
riapparì smagliante il sole,
s’udì dolce un’armonia
gelsomini, rose, viole,
infioravano la via.
( Nano Giustino)

domenica 10 novembre 2019

SAN MARTINO



Martino di Tours fu un vescovo cristiano vissuto nel  IV secolo. Nacque a Sabaria Sicca (odierna
Szombathely, in Ungheria) all'incirca nel 316.Venne chiamato dal padre, un ufficiale dell'Impero Romano,  così in onor di Marte, dio della guerra.
Ancora bambino si trasferì coi genitori a Pavia dove trascorse l'infanzia. A dieci anni fuggì di casa per due giorni che trascorse in una chiesa.
Nel 331 un editto imperiale obbligò tutti i figli di veterani, come lo era suo padre,  ad arruolarsi nell'esercito romano e fu inviato in Gallia, presso la città di Amiens, dove passò la maggior parte della sua vita da soldato. Durante una ronda, nel 335, Martino incontrò un mendicante seminudo. Vedendolo sofferente, tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise col poverello. La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare. Udì Gesù dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi.
Questo episodio cambiò la vita di Martino. Avendo già intrapreso il cammino di fede venne battezzato la Pasqua seguente e divenne cristiano.
Rimase ufficiale dell'esercito per una ventina d'anni e quando giunse  all'età di circa quarant'anni, decise di lasciare l'esercito. Lì iniziò la seconda parte della sua vita.


Martino si impegnò nella lotta contro l'eresia ariana, condannata al I concilio di Nicea (325), e venne per questo anche frustato e cacciato, prima dalla Francia, poi da Milano, dove erano stati eletti vescovi ariani. Nel 357 si recò nell'Isola Gallinara ad Albenga (SV), dove condusse quattro anni di vita in semi eremitaggio, non del tutto solo ma  con un  prete e successivamente con Ilario di Poitiers; Su quest’isola si cibava di elleboro, una pianta che ignorava fosse velenosa. Una leggenda narra che trovandosi in punto di morte per aver mangiato quest’erba, pregò e venne miracolato.
Tornò a Poitiers e divenne monaco e fondò uno dei primi monasteri d'occidente, a Ligugé, sotto la protezione del vescovo Ilario.
Nel 371 divenne vescovo di Tours  dove proseguì la sua missione di propagatore della fede. La sua fama ebbe ampia diffusione nella comunità cristiana dove, oltre ad avere fama di taumaturgo, veniva visto come un uomo dotato di carità, giustizia e sobrietà.
 Nel 375 fondò  un monastero che divenne, per qualche tempo, la sua residenza.
Martino morì l'8 novembre 397 a Candes-Saint-Martin, dove si era recato per mettere pace tra il clero locale.
La sua morte, avvenuta in fama di santità anche grazie ai miracoli attribuitigli, segnò l'inizio di un culto nel quale la generosità del cavaliere, la rinunzia ascetica e l'attività missionaria erano associate. Tra i miracoli che gli sono stati attribuiti, ci sono anche tre casi di risurrezione, per cui veniva designato «Trium mortorum suscitator», cioè «Colui che resuscitò tre morti».

È considerato uno dei grandi santi della Gallia. Fu tra i primi proclamati dalla Chiesa cattolica, ed è venerato anche da quella ortodossa e da quella copta.


Viene ricordato l'11 novembre, giorno dei suoi funerali avvenuti a Tours.
In questa data in Alto Adige  nelle Fiandre e in alcune zone della Germania, i bambini partecipano a una processione di lanterne, ricordando la fiaccolata in barca che accompagnò il corpo del santo a Tours. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione e cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l'oca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando.
L'episodio delle oche è rimasto nella tradizione scandinava. La sera del 10 novembre si festeggia la tradizione con un menu a base di svartsoppa, zuppa a base di brodo, sangue (preferibilmente d'oca) e spezie, oca e torta di mele.
In Italia il culto del Santo è legato alla cosiddetta estate di San Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, all'inizio di novembre e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari.
A Scanno, in Abuzzo, si accendono grandi fuochi detti "glorie di San Martino" e le contrade si sfidano a chi fa il fuoco più alto e durevole.
A Venezia e provincia  è usanza preparare il dolce di San Martino, un biscotto dolce di pasta frolla con la forma del Santo con la spada a cavallo, decorato con glassa di albume e zucchero ricoperta di confetti e caramelle; è usanza inoltre che i bambini della città lagunare intonino un canto d'augurio casa per casa e negozio per negozio, suonando padelle e strumenti di fortuna, in cambio di qualche monetina o qualche dolcetto.
A Palermo si preparano i biscotti di San Martino inzuppati nel vino moscato di Pantelleria, a forma di pagnottella rotonda grande come un'arancia e l'aggiunta nell'impasto di semi d'anice (o finocchio selvatico) che conferisce loro un sapore e un profumo particolare.
Nel Salento, in particolare a Lecce e provincia, il culto del Santo è molto sentito sia a livello religioso che folcloristico. Si organizzano imponenti pranzi e cene con famiglia e amici festeggiando con carne, castagne, pittule salentine e soprattutto vino. Spesso il giorno successivo viene concesso un ingresso posticipato a scuola o al lavoro.



domenica 27 ottobre 2019

lunedì 14 ottobre 2019

FABRIZIO MORONI - GABRIELE ANTONINI

Di questi due attori molto promettenti negli anni 60 ricordati oltre che per la loro bravura anche per la bellezza si conosce poco o nulla.
Insieme girarono  il musicarello Perdono con  Caterina Caselli e Laura Efrikian.

FABRIZIO MORONI
Nato a Firenze, il 16 marzo 1943  iniziò la sua carriera a 17  anni recitando una parte nel film Il gattopardo.
Noto anche con il nome di Fred Munroe, fu un attore attore drammatico ma di bella versatilità. Ebbe il suo momento di maggior fortuna in Spagna all'inizio degli anni Sessanta.  Passò poi ai film cosidetti "Musicarelli", proseguendo con film dal genere sexi e i più noti Quattro mosche di velluto grigio, La prima notte di quiete e Salvo D'Acquisto.
L'ultimo film girato da Moroni, nel 1995, fu  Il cielo è sempre più blù.

Per la televisione interpretò alcuni sceneggiati di Anton Giulio Majano come David Copperfield e  fu anche attore di fotoromanzi.

Grazie ad alcune pubblicità, a fine carriera fu un viso popolare in Giappone.


Morì il 6 agosto 2006, dopo una lunga malattia che lo costrinse ad abbandonare l'attività.
Per sua espressa volontà i funerali non vennero svolti, ma volle solo una benedizione privata, prima della cremazione.

FILMOLOGIA
La ragazza meravigliosa,  (1963)
Le ore dell'amore,  (1963)
Tre per una rapina,  (1964)
David Copperfield (1965)
Perdono (1966)
Nessuno mi può giudicare (1966)
I ragazzi di Bandiera Gialla (1967)
Uccidi o muori (1967)
Spara, Gringo, spara (1968)
La battaglia del deserto (1969)
I caldi amori di una minorenne (1969)
4 mosche di velluto grigio (1971)
Un modo di essere donna,  (1973)
Crescete e moltiplicatevi,  (1973)
La minorenne, (1974)
Salvo D'Acquisto (1975)
Frou-frou del tabarin,  (1976)
La liceale seduce i professori (1979)
Follia omicida,  (1981)
Il cielo è sempre più blu, (1995)

GABRIELE ANTONINI

Gabriele Antonini nacque a Roma il 16 aprile 1938 ed esordi nel 1957 nel film Padri e figli.
L'ultimo suo film, Il fidanzamento,  risale  al 1975.

Lavorò oltre anche in teatro con compagnie di grande fama   e interpretò commedie, sceneggiati e soap opera in televisione. 

La data della morte su Wikipedia è ottobre ma sulla  sua pagina di FB c'è un post datato 5 nvembre 2018 dove la moglie ne annunciava (dopo lunga sofferenza) il decesso.


Cinema (alcuni titoli)

Padri e figli... (1957)
Ragazzi della marina (1957)
Domenica è sempre domenica (1958)
Ercole e la regina di Lidia (1959)
Napoleone ad Austerlitz (1960)
Il segno del vendicatore(1962)
Diciottenni al sole (1962)
Gli eroi del doppio gioco (1962)
D'Artagnan contro i 3 moschettieri  (1963)
Il colosso di Roma(1964)
Soldati e caporali (1965)
Perdono(1966)
Franco, Ciccio e le vedove allegre (1968)
Il fidanzamento regia di  (1975)

 

 

Televisione

Il povero fornaretto di Venezia - film TV (1959)
La moglie americana - film TV (1960)
La ragazza di fabbrica - film TV (1963)
Sabrina - film TV (1963)
La cittadella - miniserie TV, 7 episodi (1964)
Legittima difesa - film TV (1964)
La sera del sabato - film TV (1966)
La fiera della vanità - miniserie TV, 3 episodi (1967)
Felicita Colombo - film TV (1968)
George Sand - miniserie TV, 4 episodi (1981)Il piacere dell'onestà - film TV (1982)
L'amante dell'Orsa Maggiore - miniserie TV, 6 episodi (1983)
Affari di famiglia - film TV (1986)
Non basta una vita - serie TV, 1 episodio (1988)
Ricominciare - soap opera (2000-2001)Papa Giovanni - Ioannes XXIII - film TV (2002)

Teatro

Uno sguardo dal ponte
Antonio e Cleopatra
Butterfly
Il castello illuminato ovvero Voltaire
4 giochi in una stanza
... questo amore...
L'angelo dell'informazione
Commedia d'amore
Il piacere dell'onestà

Da Wikipedia:
Fabrizio Moroni https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Moroni
Gabriele Antonini https://it.wikipedia.org/wiki/Gabriele_Antonini






martedì 24 settembre 2019

LE CASTAGNE

Non amo  partcolarmente questo  frutto ma nei miei ricordi la castagna mi riporta a mio padre e alla mia infanzia.
Era quasi un rito che al 2 novembre, dopo aver fatto visita ai nostri cari, mio padre mi comprava le caldarroste come come quando (se sul treno facevo la brava)  andavamo a trovare mia cugina in un paese vicino.
Ricordo ancora la sensazione del sacchettino caldo nelle mani infreddolite. Sembrava che mi riscaldasse in tutto il corpo.
Poi sono cresciuta e  nell'età della gioventù si dimentica l'infanzia che emerge poi quando si  raggiunge l'età matura  riportando con nostalgia i ricordi, gli odori e le sensazioni del passato.






La castagna è il frutto del castagno a differenza della castagna dell'ippocastano che invece è un seme. Le castagne derivano infatti dai fiori femminili (solitamente 2 o 3) racchiusi da una cupola che poi si trasforma in riccio.
Si pensa che questo albero abbia origini antichissime (c.a. dieci milioni di anni fa) e si  era diffuso in Asia Europa e nelle Americhe.
In tempi a noi più vicini le  castagne, ormai conosciute in tutta Europa, vennero esporte in altri Stati, soprattutto nei momenti minacciati da guerre e carestie, quando incombeva la necessità di provvedere alle bocche da sfamare.  La castagna era chiamata  “il cereale che cresce sull'albero” perché era, come nutrimento, molto simile al riso ed al frumento.

Le castagne vengono raccolte fin dai primi giorni d'autunno.




In cucina ci sono dei piatti a base di castagne. Ecco alcune ricette.


Zuppa di castagne
Ingredienti (per 5 persone): 50/60 castagne arrostite, brodo di carne, 2 tuorli d'uovo, prezzemolo.
Sbucciare le castagne arrostite e cuocerle a fondo in brodo di carne; passarle allo staccio aggiungendo i due tuorli d'uovo e il prezzemolo pestato. Amalgamare il tutto e versarvi il brodo di cottura delle castagne. Servire caldo.
# Di questa ricetta ci sono tante varianti.

 
Passato di castagne
Ingredienti (dosi variabili): castagne, brodo, sale, pepe, prezzemolo, limone, burro o sugo di
carne.
Passare le castagne lessate e pelate al passaverdura e condire il passato con brodo, sale, pepe, prezzemolo, limone, burro o sugo di carne. 


Bocconcini al cioccolato

Ingredienti (per 6 persone): 300 g di passato di castagne, un po' di latte, due bicchierini di rum, 100 g di zucchero a velo, 2 cucchiai di zucchero vanigliato, cioccolato grattugiato.
Aggiungere al passato il latte, il rum, lo zucchero a velo e quello vanigliato. Omogeneizzare il tutto a fuoco lento e lasciare raffreddare. Fare dei bocconcini sferici, passarli nel cioccolato grattugiato e metterli per qualche istante in forno in modo che il cioccolato, fondendo, aderisca bene. 

 Castagnaccio 
Ingredienti (per 8 persone): 400 g di farina di castagne, 1/4 di latte, 50 g di zucchero, 20 g di
pinoli, rosmarino, olio, sale.
Setacciare la farina di castagne in una ciotola e, mescolando con una frusta, versare il latte a filo e due bicchieri d'acqua fredda fino ad ottenere un composto fluido e cremoso. Incorporarvi mescolando lo zucchero, un pizzico di sale e tre cucchiai d'olio. Spennellare d'olio una teglia rotonda sufficiente a contenere l'impasto di castagne non più alto di due centimetri. Cospargere la superficie di pinoli e di aghi di rosmarino e condire con poco olio versato a filo. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti. Servire freddo.  

Dolce Monte Bianco
 Ingredienti (per 6 persone): 800 g di castagne, un bicchiere di latte, 50 g di zucchero, 3 dl di panna montata zuccherata, 3 cucchiai di cacao, un bicchierino di rum, pochi semi di finocchio, sale.
Sbucciare le castagne e lessarle per 40 minuti circa in acqua leggermente salata e profumata con i semi di finocchio racchiusi in un sacchettino di garza. Sgocciolare le castagne e spellarle. Raccoglierle in una casseruola, versarvi un bicchiere di latte, cuocerle ancora per un quarto d'ora cercando di schiacciarle il più possibile con il cucchiaio di legno. Se necessario aggiungere ancora del latte tiepido. Prima che il composto si addensi, unire lo zucchero, mescolare e ritirare dal fuoco. Spruzzare con il rum, spolverizzare con il cacao e amalgamare. Passare al mulinetto direttamente sul piatto da portata facendo in modo che i “vermicelli” di castagne cadano formando una specie di cono. Decorare a piacere con ciuffi di panna montata e violette candite.

Da wikipedia.