AVVISO AI NAVIGANTI...: SIAMO ALLA RICERCA DI NOTIZIE DI QUESTI ILLUSTRATORI DI LIBRI PER L'INFANZIA ANNI '50-'60 : MARIAPIA FRANZONI TOMBA; BRUNO TOMBA; ANNA FRANZONI; ITALO ORSI; ROSELLA BANZI MONTI. CHIUNQUE PUO' AIUTARCI NELLA RICERCA DI NOTIZIE(anche la più piccola) PUO' INSERIRE UN COMMENTO IN QUALSIASI POST.

lunedì 14 gennaio 2019

BANGKOK PHUKET

Bangkok  è la capitale e la più grande città della Thailandia ed è situata lungo il fiume Chao Phraya, nei pressi del golfo. 
Alle origini Bangkok era un piccolo villaggio portuale chiamato Bang Makok, vi era stabilita una comunità di immigrati cinesi che commerciavano con la città di Ayutthaya, l'allora capitale del Siam.



La città sorge sulle rive del fiume Chao Phraya, ampio e navigabile, che assieme ai suoi affluenti settentrionali Nan e Ping costituisce il bacino idrografico comprendente il centro ed il nord del paese. Una complessa rete di canali  ha dato alla città l'appellativo di Venezia dell'est. Nella seconda metà del XX secolo, molti di questi sono stati coperti per la costruzione di strade; su quelli rimasti vi sono ancora trasporti di merci e passeggeri e anche alcune abitazioni galleggianti.
Bangkok è suddivisa in 50 distretti  che sono a loro volta suddivisi in 169 sottodistretti.
La città è ricca di templi buddhisti . I più famosi sono il Wat Pho (sede di una delle più importanti scuole di massaggio tradizionale thailandese) e il Wat Phra Kaew (Tempio del Buddha di Smeraldo).

Si segnala per l'importanza delle sue raccolte artistiche e per la conservazione di alcuni esempi di abitazione ed arredi tradizionali la casa di Jim Thompson, ora trasformata in museo e negozio di sete. Jim Thompson era un uomo d'affari americano che ha fatto rifiorire l'industria della seta thailandese.

Altro museo particolarmente interessante anche il Museum of Floral Culture, allestito all'interno di un villino in teck del 1920 nel quartiere Dusit. L'edificio è una ex residenza di un ufficiale della Guardia Reale. Il museo, voluto dal celebre disegnatore di giardini Sakul Intakul, è circondato da un bel giardino.
Di notevole pregio architettonico è il Palazzo Vimanmek costruito nel 1900 durante il regno del re Rama V. Fu usato per breve tempo come palazzo reale, ed è la costruzione in teak più grande al mondo.























Chinatown è il quartiere più noto della città di  Bangkok ricco di  grandi edifici edifici, illuminati da insegne al neon luminosissime, che spiccano lungo le strade principali. Numerosi i ristoranti che offrono varietà di cibo e piatti della tradizione cinese , come la zuppa di pinna di squalo e l’anatra alla pechinese.

Phuketè la più grande isola della Thailandia e si trova sul mare delle Andamane, nei pressi della costa ovest della penisola malese.


 È stato ipotizzato che nel passato il territorio fosse un grande promontorio e che in seguito ad eventi naturali si sia staccato dalla terraferma.
È in buona parte pianeggiante con montagne sparse facenti parte della catena di Phuket.  La montagna più elevata dell'isola è il Khao Mai Thao Sip Song con i suoi 529 metri s.l.m.
Non vi sono veri e propri fiumi, ma diversi ruscelli che arrivano a mare.
Il centro abitato più popoloso è la città di Phuket, situata nella zona sud-orientale. Le spiagge più frequentate dai turisti si trovano sulle coste occidentali e meridionali, mentre sulla costa orientale le spiagge sono fangose, hanno poche strutture ricettive e non ci sono molti turisti.













Testo da wikipedia.
Foto Nadia  M.

martedì 1 gennaio 2019

CALENDARI 2019

Due calendari creati da me.
Il primo fatto con scelta di immagini di vari illustratori e poesia di G. Rodari














Il secondo che mi sembra meglio riuscito, con illustrazioni di Maud Humphrey Bogart.













giovedì 13 dicembre 2018

SANTA LUCIA

Quando Santa Lucia salì in cielo, tutti si meravigliarono nel veder arrivare una persona così giovane. Ben presto la Santa con i suoi modi dolci ed i suoi occhi pieni di luce conquistò tutti e, persino lo scontroso S. Pietro si prese cura di lei come fanno i nonni con i nipoti.
Così trascorrevano i giorni allietati di serenità e pace e Lucia si godeva questa sublime situazione, riflettendo su quanto fossero lontane da lei le sofferenze e la cattiveria che regnavano sulla Terra. S. Pietro, che nonostante la sua lunga barba bianca, aveva ancora una vista acutissima, si accorse che un sottile velo di tristezza si era posato sugli occhi celestiali di Lucia e, così, decise di chiamarla a sé per parlarle. S. Lucia gli disse che avrebbe tanto desiderato anche per un solo minuto poter rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri.
S. Pietro, fu talmente colpito da quella richiesta che passò giorni e notti fra le morbide nuvole del Paradiso a pensare come potesse esaudire il suo desiderio, finché prese coraggio e decise di parlarne col Padre Eterno. 
S’incamminò un po’ timoroso e quando fu da Lui espose la richiesta tenendo sempre china la testa in segno di profondo rispetto. S. Pietro restò immobile ad aspettare una risposta poi, inaspettatamente, udì uno strano e metallico tintinnio; socchiuse gli occhi e vide che il buon Dio teneva in mano una piccola chiave d’oro. “Tieni Pietro, questa é la chiave che apre una finestrella che dà sul mondo, prendila e portala a S. Lucia” disse il Signore. S. Pietro fu così meravigliato che afferrò la chiave e corse come un ragazzino a cercare la sua Santa bambina, felice di aver esaudito il suo desiderio. Immediatamente gli occhi della santa s’illuminarono e i due salirono su di una nuvoletta che li portò alla magica finestrella. Quando arrivarono, Lucia con la mano tremante, infilò la chiave nella fessura e, come d’incanto, le apparve laggiù il mondo.La giovane fu soddisfatta di quella visione e, per lungo tempo,non desiderò più aprire gli occhi sulle cose terrene. Una notte però, il suo sonno venne turbato da lontani lamenti e pianti. Lucia, preoccupata decise di prendere la chiave per vedere cosa stesse accadendo. Fu in quel momento che la santa vide tutte le cose ingiuste, la vita dissoluta, il male, ma soprattutto vide bambini che soffrivano e piangevano. Rammaricata richiuse piano la finestrella e, una profonda tristezza, calò sui suoi dolcissimi occhi celesti.
Lucia sperava di vedere presto migliorare le cose sulla Terra; la sofferenza dei bambini l’angosciava tantissimo, non sopportando che proprio loro, così immacolati ed indifesi, potessero subire angherie fisiche o morali da parte degli adulti. S.Pietro nel frattempo la osservava in silenzio e, notava man mano che passavano le giornate, il mutamento d’umore di Lucia.Nemmeno al Padre Eterno passò inosservata la cosa e decise di chiamare S. Pietro. “Caro Pietro,” disse il Signore “Io so quello che turba S. Lucia. Ella soffre per i patimenti dei bambini e le privazioni alle quali sono sottoposti.”disse ed aggiunse: ” Ho deciso, daremo l’incarico proprio a Lei di portare una volta all’anno un po’ di allegria sulla Terra e, tu Pietro, le dirai che il Signore l’autorizza a scendere il giorno del suo martirio cioè il 13 dicembre per portare doni a tutti i bambini della Terra. Ora vai, corri, voglio che torni la luce in quei santi occhi.” S. Pietro fu talmente felice, che, abbracciò il Signore e poi si affrettò a cercare Lucia per darle la bellissima notizia. 
Subito la santa rimase incredula, ma poi si convinse riempiendosi il cuore di letizia. Ormai mancavano pochi giorni al 13 dicembre, ma Lucia capì ben presto che non disponeva di nulla ed, in Paradiso, non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli. Questa volta S. Pietro fu veramente geniale; chiamò S. Lucia e la invitò a prendere la chiave d’oro dicendole di seguirlo.”Apri la finestrella e guarda bene”disse Pietro. “Vedi là nello spazio?
Eccolo, lì c’é un cavallino, una bambola, un trenino, là c’é una trombetta, una trottola, li vedi? Sai cosa sono tutti quei giochi? Sono i giochi superflui, inutili,abbandonati e dimenticati dai bambini viziati e mai contenti. I giochi sono come le persone, cercano compagnia e, se nessuno li vuole più, preferiscono andare nello spazio, sperando d’incontrare qualche bimbo disposto a giocare con loro.. su’ dai forza, prendine quanti ne vuoi e portali a chi ne ha veramente bisogno” concluse Pietro. “Oh, nonno Pietro, grazie, grazie di cuore” disse S. Lucia e cominciò ad afferrare tutti quei giocattoli abbandonati.

La santa lavorò fino alla sera del 12 dicembre e mise tutti i giocattoli in grandi sacchi che appoggiò sulle spalle. Ma cara Lucia, così non arriverai mai con tutto quel carico,pesa troppo” disse Pietro e col suo vocione esclamò: ” C’é qualcuno qui che sarebbe disposto ad aiutare S. Lucia?” “Iho…Iho…”Tu, mio dolce asinello? Se a Lucia va bene, andrà bene anche a me” disse Pietro guardando la santa. “Bravo asinello, tu sarai il mio fedele accompagnatore, vedrai, quando ci vedranno i bambini che gioia sarà per loro”disse Lucia accarezzando la generosa bestiola. Ecco come nacque il viaggio di S. Lucia e del suo asinello; da allora non hanno mai mancato all’appuntamento ogni 13 dicembre con i bambini buoni e bravi.


(Fiaba copiata dal web)