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domenica 11 settembre 2016

LUOGHI ANCORA SCONOSCIUTI

Una milanese che si dichiara al 90% friulana non  dovrebbe essere consentito non conoscere la "sua" regione.  Eppure è così. Luoghi forse visti, senza conoscerne il nome, oppure visti nel secolo scorso che la memoria ne ha dimenticati i dettagli o ancora luoghi veramente mai visitati.
Ma durante la mie vacanze a Bagni nulla mi mancava: ruscello, cascatelle, fiume prati e boschi erano già lì e li amavo tanto da non desiderare di essere in nessun altro luogo. Col passare degli anni ho preso atto di non conoscere molto il bel Friuli ed ora sia io che mio marito vecchiarelli, abbiamo gli acciacchini che non ci permettono lunghe camminate.

Tra i tanti che fortunatamente ho visto ma dei quali  ho perduto le foto  c'è la Cascata  di Salino, stituato nell'omonima frazione nel comune di Paularo ed  è anche  il paese natale di mia nonna.
La suggestiva cascata scende in un anfiteatro naturale formato da siltiti (rocce sedimentarie a grana fine) werfeniane risalenti a circa 250 milioni di anni fa. Il colore rossastro prevale sui gialli e sui grigi e lo stretto anfiteatro è incorniciato da una fresca cortina di cespugli verdi. L’acqua scivola su un possente torrione travertinoso giallastro che si è formato nel tempo, grazie al lento deposito di carbonato di calcio.La cascata ha un.altezza di circa 30 metri,
Facile raggiungerla poichè dalla strada che porta a Paularo se la può vedere in tutta la sua bellezza.



Altro luogo che a me è molto caro e che ho visto molti anni fa è una malga dell' Altopiano del Montasio. Distante 6 km dalla più nota Sella Nevea, è raggiungibile in auto su strada afaltata a tratti tortuosa che comunque regala splendidi panorami. I ricordi non sono perfetti perchè ero ragazzina quando sono andata ma ricordo. Ricordo che avvcinanendomi  ad un bordo riuscivo a vedere le cime delle montagne rocciose. Potrei tornarci ma ho promesso che non lo farò a chi mi aveva portata.



Non so se era questo il luogo esatto ma io lo ricordo così

Del Monte San Simeone ne ho parlato nel post precedente.

Un luogo forse visto da lontano è il Fontanone della Goriuda. Dalla Val Raccolana superata la frazione di Piani si imbocca il sentiero CAI 645  verso la Casera Goriuda. Al primo bivio svoltando a destra si giunge alla cascata.



Il rio Cjampeit, sulla sinistra idrografica del fiume Fella, dopo una serie di salti più piccoli forma un’affascinante sottile cascata alta una cinquantina di metri che precipita in una profonda pozza. La splendida cascata è incastonata tra pareti rocciose a strapiombo immersa in un ambiente naturale molto suggestivo, purtroppo compromesso dalla vicina autostrada.
Si può vedere la cascata nei pressi dell’ex stazione ferroviaria di Moggio Udinese. Per arrivare alla base della cascata bisogna passare sotto il viadotto dell’autostrada A23 Udine-Tarvisio.



La cascata di Fuas, in Val Pesarina, (Prato Carnico)  è formata dal torrente Possal, che incide profondamente la roccia di calcare dolomitico. Il torrente nasce a quota 1572 m sotto la Casera di Entralais e si unisce alla Pesarina a quota 760 m.
Si raggiunge dalla strada statale 465 della Val Pesarina. Arrivando alla F.lli Solari, dove si può parcheggiare, si prende la strada forestale adiacente e attraverso un sentiero facile, tenendosi alla destra del torrente e oltrepassando un ponte in pietra, in breve tempo si giunge alla cascata di Fuas, a 880 metri.



Cascata della Cukula. Lungo la strada statale n.356 che collega Tarcento a Cividale, giunti all’altezza di Attimis si seguono le indicazioni per Forame e Subit. La strada risale la valletta del rio Malina toccando poi i numerosi borghi che sorgono a mezza costa. Una volta raggiunta la frazione di Subit si prosegue per Prossenicco percorrendo la tortuosa rotabile che asseconda il corso del torrente Lerada. Da Prossenicco, infine, si attraversa tutto il paese tenendosi poi a destra al primo bivio. Poco dopo si giunge al piccolo cimitero presso il quale si trova il grande cartello che segna l’inizio del percorso (m 518, piccolo spiazzo per il parcheggio).



Si possono visitare le cascate del Boncic raggiungendo le prime case di Taipana presso le quali si seguono a sinistra le indicazioni turistiche per il Campo di Bonis. Raggiunto il grande pianoro, lasciare l’automezzo nel parcheggio dell’azienda agrituristica (m 682) e prebdere poi il sentiero natutalistico.



E per ora ci fermiamo qui.

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